SUD


1945-1947



Scheda a cura di FRANCESCA ROCCHETTI

"Sud" appare a Napoli il 15 novembre 1945 con il sottotitolo di "Quindicinale di letteratura ed arte". E' edito e diretto da Pasquale Prunas.
Dall'editoriale di Prunas si comprende immediatamente che il periodico si schiera dalla parte della libertà e indipendenza della cultura, "contro ogni classificazione, numerazione, sezionamento, contro ogni politica suddivisione del sentimento, contro ogni barriera doganale".
Nel primo numero, che vede Carla de Riso redattore capo e Raffaele La Capria e Angelo Cavallo segretari di redazione, compare anche una "Redazione romana" corrispondente all'abitazione di Giuseppe Patroni Griffi. Questo primo fascicolo contiene un poema di Pierre Emmanuel, tradotto e presentato da Gianni Scognamiglio, testi di Antonio Girelli, Patroni Griffi, Carla de Riso, Gianni Teulada (Prunas) e Raffaele La Capria, due poesie inedite di Giaime Pintor, due articoli di Mario Stefanile, rubriche d'arte di Franco Rosi, nonché due azzeccatissmi pezzi di Béla Balasz sul cinema, già apparsi su "L'Italia letteraria". Il corredo iconografico, estremamente sobrio, è tuttavia efficace, gli spazi sono utilizzati con un sapiente uso dei differenti corpi tipografici e del corsivo.
La periodicità quindicinale viene mantenuta solo con il secondo numero, che esce il 15 dicembre 1945, e che infatti risulta il più "affrettato" dell'intera serie. Inizia in questo fascicolo una rubrica sulla letteratura straniera, con un saggio su Cristopher Isherwood del giovanissimo Raffaele La Capria.
Il numero successivo (n.3/4, 15 gennaio 1946) appare dopo un mese e mezzo, annunciato genericamente come "Giornale di letteratura", e suscita una notevole eco, come testimonia una lettera di Tommaso Giglio da Milano: "Il terzo numero di 'Sud' è un capolavoro, e proprio sono contento, proprio ti dico che qui tutti sono contenti e ripetono che a Milano non sono stati capaci i giovani di fare una cosa come questa […]. Sono commosso per questo che sei riuscito a fare nel sud, a Napoli, nella nostra città […]. Intanto sento che a Roma hai riscosso molto successo tra i letterati. Mi dicono che Bigiaretti, Sinisgalli, Luchino Visconti ammirano il tuo giornale. Le mie congratulazioni. Davanti al coraggio che hai avuto tu, nell'inferno di Napoli, ci si sente veramente commossi" (la lettera è riportata da G. Di Costanzo, in L'avventura di "Sud". Quindicinale di critica al reale storico, Bari, Palomar, 1994, p.16) . Le pagine da otto diventano dodici e compaiono le prime fotografie che si inseriscono perfettamente nel corredo grafico.
Il numero 5/6 vedrà la luce il 15 marzo 1946, mentre il successivo (n.7) il 20 giugno 1946. Col settimo fascicolo scompare la segreteria di redazione, Carla de Riso diventa redattore capo, e la redazione appare composta da Anna Maria Ortese, Luigi Compagnone, Raffaele La Capria e Franco Rosi, mentre compaiono come nuovi collaboratori Alberto Iacovello e Raffaello Franchini. Alla redazione di Roma si aggiunge quella di Milano. Nell'ultima pagina si legge l'impegno di uscire "una volta al mese", che ovviamente non verrà mantenuto. Il giornale diventa sempre più denso e ricco, sia dal punto di vista grafico che dei contenuti. Ricordiamo, ad esempio, una pagina dedicata alla poesia greca, una pagina dedicata alla letteratura russa del Novecento, due capitoli del romanzo inedito di Vasco Pratolini Cronaca famigliare.
A distanza di sei mesi (gennaio 1947) esce il primo numero del secondo anno. Le pagine salgono a sedici, il prezzo passa da venti a trenta lire. In redazione subentrano Dante Troisi e Samy Fayad, al posto di Raffaele La Capria, mentre scompaiono definitivamente le redazioni di Milano e di Roma. Da segnalare in questo numero la Lettera al fratello di Giaime Pintor, che sostituisce il consueto editoriale e che rappresenta una lucidissima, sconcertante analisi del fenomeno guerra e dei suoi effetti sulla generazione dell'autore. Ma lo stesso numero ospita anche, per la prima volta in Italia, la pubblicazione in due parti del saggio di Jean Paul Sartre, L'esistenzialismo è un umanesimo.
L'ultimo fascicolo di "Sud" esce nel settembre 1947 (n.2/6, luglio/settembre), consta di quaranta pagine, il prezzo è di duecento lire e in redazione si aggiungono Ennio Mastrostefano e Gianni Scognamiglio. La grafica e l'impaginazione sono più che mai rivoluzionarie, pur in una situazione di precarietà massima. Appaiono testi di Mounin, Vercors, Mounier, un saggio sulla letteratura italiana di Compagnone con schede su Alvaro, Vittorini, Moravia, Brancati e Buzzati, l'originale e preziosa Storia del reame di Napoli, di Pietro Colletta, "ridotta e sceneggiata" da Ugo Bosco (pseudonimo di Gianni Scognamiglio), l'ultimo intervento di La Capria sulla letteratura inglese mai edita in Italia, con la traduzione e presentazione di quattro poesie di Dylan Thomas. Ci sono sempre gli articoli sul teatro e sul cinema, inoltre uno speciale di Paolo Ricci sulla pittura a Napoli e tre testi di Anna Maria Ortese.
L'avventura di questo periodico che, tra le altre cose, pubblica le prime recensioni ragionate dei film neorealisti, nonché le prime traduzioni di opere e di scritti di grandi autori europei, si conclude con i sette pezzi dell'ultima pagina firmati da Adriano Garga (Prunas), raccolti sotto il titolo Qui il mare è anche una latrina.

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